The History of Occitan — The Language Two English Kings Spoke

La storia dell’occitano — La lingua parlata da due re inglesi

La storia dell’occitano — La lingua parlata da due re inglesi

L’occitano, la lingua medievale dei trovatori, un tempo godeva di tale prestigio che la nobiltà europea lo parlava fluentemente. Oggi classificato dall’UNESCO come lingua gravemente minacciata, è ancora parlato da una stima compresa tra 600.000 e 1,5 milioni di persone nel sud della Francia, in Italia, Spagna e a Monaco.

Riccardo Cuor di Leone è ricordato come uno dei re più leggendari d’Inghilterra. Ciò che molti non sanno è che la sua lingua madre non era l’inglese, né il francese. Era l’occitano — e non si limitava a parlarlo: vi componeva poesie.

Maglietta dell’orgoglio occitano con grafica del dialetto «Soi occitan»

La lingua dei re e dei trovatori

Secondo la panoramica di Wikipedia sulla lingua occitana, il termine occitano deriva da «òc», la parola del francese meridionale per «sì», distinguendo la langue d’oc dalla langue d’oïl settentrionale, che alla fine divenne il francese moderno. Tra il XII e il XIV secolo, l’occitano era la lingua letteraria dei trovatori, le cui canzoni sull’amore cortese diffusero il suo prestigio nelle corti reali di tutta Europa.

Eleonora d’Aquitania, una delle donne più potenti del Medioevo, parlava l’occitano come lingua madre. I suoi figli — tra cui Riccardo Cuor di Leone e Giovanni, re d’Inghilterra — crebbero parlandolo fluentemente, imparandolo direttamente da lei. Riccardo era così devoto alla tradizione dei trovatori che compose i propri versi in questa lingua. Persino il poeta italiano Dante notò l’occitano, citandolo direttamente e usandolo per un personaggio trovatore nel suo Purgatorio.

Messo a tacere dalla crociata e dal decreto

L’età d’oro dell’occitano non sopravvisse senza opposizione. La crociata albigese contro i catari nel XIII secolo devastò la regione in cui l’occitano fioriva e, secoli dopo, l’Editto di Villers-Cotterêts del 1539 rese il francese l’unica lingua ufficiale del regno, estromettendo l’occitano dal diritto, dall’amministrazione e infine dall’istruzione.

Oggi l'UNESCO classifica l'occitano come gravemente minacciato. Eppure non è mai scomparso. Una rinascita ottocentesca guidata dal movimento letterario del Félibrige — e dal celebre poema Mirèio di Frédéric Mistral — riaccese l'orgoglio per la lingua, uno spirito che ancora oggi vive nelle aule, nei festival e nelle case di tutto il sud della Francia.

Soi Occitan — Più che parole

C'è una frase che racchiude secoli di orgoglio trobadorico: Soi occitan — Sono occitano.

È la lingua che un tempo spingeva i re a comporre poesie invece di ordini di guerra. È il sole dell'Occitània, il suono della lingua d'oc ancora parlata da Tolosa a Nizza. Molto prima che il francese diventasse la lingua del potere, l'occitano era la lingua dell'amore, dell'arte e delle corti reali.

Primo piano del design Soi occitan in nero e oro

Domande frequenti

Che cosa significa «Soi occitan»?
Significa «Sono occitano» in lingua occitana.

Un re inglese parlava davvero occitano?
Sì. Riccardo Cuor di Leone imparò l'occitano da sua madre, Eleonora d'Aquitania, e compose poesie trobadoriche in questa lingua.

L'occitano è oggi una lingua minacciata?
Sì. L'UNESCO classifica l'occitano come gravemente minacciato, anche se oggi è ancora parlato da centinaia di migliaia di persone.

Indossa le parole

Una lingua che un tempo affascinava re e corti merita più che essere dimenticata. Ogni volta che la indossi, contribuisci a mantenerla visibile.

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Scritto dal team di EuropeanDialects — celebriamo le identità regionali e i dialetti d'Europa dal 2026. Ultimo aggiornamento: luglio 2026.

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